Quando si è perso il buon senso (anche democratico e del diritto).

19 giugno 2015 - Edicola online

Boeing 747-400 takes off from London Heathrow ...

Boeing 747-400 takes off from London Heathrow Airport (Photo credit: Wikipedia)

Poche questioni fondamentali l’informazione mette in luce, interrogando nel profondo la classe dirigente politica di questo paese.

Ve ne sono alcune, anche della cronaca di queste ore, che sarebbero davvero interessanti, per misurare il livello del buon senso politico e istituzionale degli interlocutori.

La prima. Un radicale (guarda un po’), Maurizio Turco, ha segnalato a Radio Radicale quello che va accadendo in queste ore, poco dopo elezioni, nella “democraticissima” regione Puglia. Quelli del  Corriere della Sera si sono accorti del caso e così hanno commentato: …. “manca solo che si modifichi a posteriori il risultato di un’elezione dopo il voto degli elettori. Ad abbattere anche questo muro del suono si candida la Puglia, dove il 31 maggio 2 milioni di elettori hanno votato con una nuova legge elettorale varata 3 mesi prima. Eppure la proclamazione degli eletti e del neopresidente Emiliano è sospesa perché uno degli autori della legge elettorale, il presidente del Consiglio regionale uscente Onofrio Introna (Lista Emiliano sindaco di Puglia), ha convocato per domani l’ufficio di presidenza per ‘correzione materiale dell’errore’ asserito  ora dal consigliere uscente Davide Bellomo (Movimento Schittulli). 

 Il garbuglio è se nella schizofrenica seduta del 26 febbraio il Consiglio regionale, subito dopo aver approvato un emendamento di Introna che ripartiva anche la quota maggioritaria dei seggi in base agli abitanti delle circoscrizioni (il che avrebbe riservato 15 seggi a Bari), abbia o meno respinto un ‘subemendamento soppressivo’ dell’emendamento (che invece avrebbe dato a Bari 32 seggi). Introna e Bellomo, non rieletti in base al testo in Bollettino Ufficiale (quello dei 12 seggi a Bari), lo sarebbero se una modifica a posteriori facesse rivivere il ‘loro’ testo. E intanto pure la Prefettura prospetta un errore (ma in altro punto e lì senza grosse ricadute) laddove ‘il disposto del menzionato comma 6 corrisponde a quello di cui al comma 5, lettera e) e non a quello di cui al 5 comma, lettera a), numero z, come erroneamente 
dichiarato nel comma 6, lettera a), numero 5)’. Chiaro no?”.

Tradotto “in soldoni” significa che non solo poco prima del voto (3 mesi), con conseguenze censurabili e censurate per non interni alle logiche di potere, si modifica una legge elettorale ma a risultati elettorali conseguiti qualcuno si sarebbe accorto di un presunto errore procedurale e vorrebbe modificarla ex post con revisione retroattiva degli esiti. Siamo insomma all’incertezza del diritto all’ennesima potenza e cioè quella addirittura in materia elettorale che produce evidenti riflessi sul tasso della possibilità di competere politicamente per soggetti privi di appoggi di “azzeccagarburgli” nelle stanze dei bottoni.

 Complimenti.

L’altra questione attiene all’immigrazione. Così nel bel mezzo di una discussione sui migranti trattati all’unica maniera che sappiamo e cioè come fenomeno emergenziale e non strutturale (per l’Italia, l’Europa e il mondo intero) c’è chi propone (e magari realizzerà pure) muri di contenimento alla frontiera, respingimenti collettivi in alto mare, ripristino sistematico dei controlli alle frontiere “verdi” intraeuropee, l’abbattimento con missioni militari dei barconi si fa largo, oggi, una notizia come questa: “Oltre dodicimila chilometri nascosti nel vano del carrello di un Boeing della British Airways. Un viaggio della speranza al limite della resistenza e finito in tragedia per due clandestini africani: uno, trovato morto sul tetto di un negozio a Richmond, quartiere a sudovest di Londra, caduto mentre il velivolo era in fase di atterraggio all’aeroporto di Heathrow e l’altro che lotta tra la vita e la morte in un ospedale della zona, in gravi condizioni. I due uomini si erano nascosti nel volo della British Airways partito ieri sera da Johannesburg e atterrato, dopo undici ore, all’aeroporto di Heathrow.”

Ogni commento e considerazione sulle misure oggetto del dibattito italiano ed europeo mi appaiono dunque superflue.

 

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