Gli “umani” al seguito dei primati.

17 giugno 2015 - Leggerezze / Opinioni avanzate.

La scienza ha teorizzato, pur non avendone le prove, una certa discendenza del genere umano dai primati e dagli scimpanzé. L’evoluzione ad un certo punto, per un caso fortunato, avrebbe deviato verso le sembianze fisiche o psichiche umane; un caso genetico di successo si potrebbe dire a distanza di centinaia di migliaia di anni.

Eppure siamo sicuri che sia ancora così ? Che la rapida evoluzione, se si considera il passo lungo della storia della terra,  verso taluni modelli sociali oggi vincenti ci abbia fatto fare qualche scatto in avanti troppo lungo, facendoci lasciare qualcosa di importante alle nostre spalle ?

Certo quelle che riporterò sono notizie scientifiche che fanno sorridere ma che magari hanno pure il pregio di farci riflettere.

La prima sicuramente appartiene alla prima categoria; come gli umani al sabato sera gli scimpanzé amerebbero “sballare” ed ubriacarsi con un fermentato, evidentemente, alcoolico di palma.

Era già noto, infatti, che alcune “tribù” di scimpanzé usano strumenti per bere, come a Budongo, in Uganda, dove utilizzano il muschio, e, secondo i ricercatori, il comportamento degli scimpanzé della Guinea che, spugnandolo con le foglie, bevono “vino di palma” fino ad inebriarsi “è coerente con un certo grado di trasmissione sociale. Tutte le classi di età e sesso ingeriscono linfa di palma e non c’è alcun pregiudizio di sesso nella quantità di etanolo ingerita durante un evento di alimentazione”. Inoltre, lo stesso individuo può bere quantità di “vino” diverse secondo le occasioni ed alcuni tra loro si ubriacano spesso e volentieri e diversi di questi dopo si fanno una pennichella alcoolica.

Più da ponderare appare la seconda notizia frutti di ricerche prolungate di biologi su alcune comunità di primati che svilupperebbero un senso di giustizia che noi consideriamo, da tempo, solo tipico degli esseri umani  e che per la verità sembriamo, all’atto pratico, pure avere smarrito.

Cosicché alcuni primati ricompensati con un cibo meno gustoso rispetto ad altri per aver effettuato lo stesso esercizio dopo aver constatato la disparità di trattamento si rifiutano di accettare la ricompensa e, addirittura, la rispediscono al mittente.

Per il biologo De Waal  come premio dopo aver svolto lo stesso compito, una scimmia cappuccino riceve un chicco d’uva (che le scimmie adorano) mentre l’altra riceve un pezzo di cetriolo (cibo che le scimmie mangiano ma senza esserne ghiotte). Come reagirà la seconda scimmia a tale inequità? Sarà chiaro anche per loro (al contrario di molti esseri umani) il concetto dell’importanza di essere trattati in modo equo e giusto?

Gustatevi il video che segue. D’altronde “quel che è giusto è giusto”.

L’altra meravigliosa notizia è quella relativa a degli scimpanzé che “saprebbero di non sapere” o meglio “sanno di  aver saputo”.

Un gruppo di ricercatori americani ha sperimentato il fatto di come un gruppo di scimpanzé dimostrasse capacità metacognitive cioè, innanzi ad esercizi proposti al computer, non attendesse lo stimolo sonoro di completamento corretto degli esercizi, ma si recasse direttamente in un luogo vicino a prendersi la (ritenuta) meritata ricompensa.

E così il genere umano sembra “inseguire” i primati, perlomeno in materia di senso di equità e di consapevolezza delle proprie conoscenze.

Cominciamo noi ad essere il ramo secco dell’ “evoluzione sociale” ?

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