Il debito di informazione sulla sentenza del Tribunale di Minori di Roma

2 settembre 2014 - Opinioni avanzate.

C’è chi, qualche giorno fa, ha gridato allo scandalo per la possibilità introdotta dalla magistratura italiana di adottare  per le coppie omosessuali; c’è chi ha esultato perché finalmente la magistratura ha introdotto nuovi diritti, al posto di un inerte legislatore. Persino insigni giuristi si sono cimentati nell’ipotizzare pericoli per la democrazia o hanno cantato  “alleluja”, innanzi a microfoni e telecamere, per l’opera innovativa e al passo dei tempi posta in essere dal Tribunale dei Minori di Roma.

Nessuno che si fosse andato a leggere il contenuto della sentenza e i riferimenti normativi sui cui si poggia.

Rimedio, sinteticamente.

La bimba, afferma il pronunciamento, “è nata e cresciuta con la ricorrente e la sua compagna, madre biologica della bimba, instaurando con loro un legame inscindibile che, a prescindere da qualsiasi ‘classificazione giuridica’, nulla ha di diverso rispetto a un vero e proprio vincolo genitoriale. Negare alla bambina i diritti e i vantaggi che derivano da questo rapporto costituirebbe certamente una scelta non corrispondente all’interesse della minore […]. Non si tratta di concedere un diritto ex novo, creando una situazione prima inesistente, ma di garantire la copertura giuridica di una situazione di fatto già esistente da anni, nell’esclusivo interesse di una bambina che è da sempre cresciuta e stata allevata da due donne, che essa stessa riconosce come riferimenti affettivi primari, al punto tale da chiamare entrambe ‘mamma’.”

Il ricorso è stato accolto sulla base dell’articolo 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, n. 184, modificata dalla legge 149 del 2001, il quale contempla l’adozione in casi particolari. Ovvero “nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l’adulto, in questo caso genitore ‘sociale’, quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo“.

Nessuno scandalo insomma, nessuna riforma surrettizia ma un caso, almeno uno, in cui la legge viene applicata e con ragionevolezza. Chapeau.

› tags: adozione / diritti civili / informazione / Italy / Minori / scandalo / sentenza / Tribunale dei minori di Roma /