“Tutto normale, Houston. Buon rientro”

31 agosto 2014 - Old

L’estate è finita. Quella metereologica forse non è mai cominciata o meglio è stata una stagione, come dire, a singhiozzo. Mi riferisco a quella del riposo e delle distrazioni imposte dalle vacanze lavorative e da quelle scolastiche.

Per i più (non per chi scrive che non è mai andato via ) è tempo della sindrome da rientro.

Anche le notizie, il concatenarsi degli eventi sembra, casualmente, assecondare un desiderio di normalità, di consuetudine per gli italiani.

Certo c’è la deflazione, la stagnazione economica e una disoccupazione di nuovo in aumento ma è roba per pessimisti; per non parlare, poi, di quelli che appaiono solo lontani echi di guerra: materia da analisti militari ed esperti di questioni internazionali.

Tutto il resto invece cospira per un quadro di assoluta benevolenza verso il cittadino italiano medio alle prese con lo stress da ritorno al lavoro o alla sua ricerca. Pensateci bene: la Juve e la Roma, nonostante i cambi, il calciomercato e l’elezione di Tavecchio, continuano a vincere come la stagione scorsa. Persino Conte, dopo il tour dei ritiri, ha convocato per la nazionale più o meno le stesse facce (d’altronde sono queste quelle abbiamo)

In attesa di averne una seria chi è alle prese con la pila delle scartoffie aumentate sulla scrivania o con l’acquisto del nuovo zainetto per i figli è rassicurato dal successo in politica estera del nostro paese: l’elezione a lady Pesc del nostro Ministro Mogherini. Bello, no ?

Giustizia civile, cantieri, pubblica amministrazione ripartono, destinati dallo “Sblocca Italia” governativo e da un Ministro intraprendente come quello della Funzione Pubblica a correre più che a camminare. E se lo fanno loro perché non dovrebbero i milioni di italiani al termine delle loro ferie ?

Tutto normale, dunque. Tutto orientato ad un rientro positivo, dolce ed indolore da parte dell’italiano medio.

Persino chi è alla ricerca di un lavoro, arruolato suo malgrado nell’esercito dei disoccupati, non dico possa continuare a dormire sonni tranquilli ma sicuramente evitarsi un brusco risveglio da quando l’Unione Europea ci ha detto che nel calcolo del PIL possiamo ficcarci dentro anche alcuni introiti delle imprese criminali.

La CGIA di Mestre, con una stima prudente, ci dice che il volume d’affari criminale in Italia non conosce crisi con un valore pari a 170 miliardi annui, quanto quello della Regione Lazio.  Un’impresa che tira, che non ha flessioni e non subisce contrazioni al pari delle visite e degli accessi fiscali. Anche il disoccupato può star tranquillo dunque, mal che vada sarà costretto al massimo di flessibilità che il mercato italiano può offrirgli.

Se abbiamo ancora qualche parente o amico ancora in spiaggia a godersi l’ultimo raggio di sole o passeggiare  montagna per l’ultima sgambata possiamo dirglielo: “Tutto normale, Houston. Buon rientro”.

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