Il meccanismo della febbre e le sue suggestioni.

28 agosto 2014 - Edicola online

Sono da sempre affascinato da meccanismi biologici, dalla spiegazione scientifica, di tipo divulgativo, di alcuni fenomeni biochimici.

Prendiamo questa scoperta relativa al modo in cui si produce l’aumento di temperatura corporea in caso di infezioni. (link). A scatenare nell’organismo la febbre sarebbero delle prostglandine, delle sostanze spie, che vengono prodotte dai vasi sanguigni e che trasmetterebbero il segnale verso il cervello.

Soltanto che queste molecole-spia non possono attraversare la barriera fatta di vasi sanguigni, che protegge il cervello da sostanze pericolose. Un ricercatore svedese, dell’università svedese di Linkoping, ha dimostrato invece che le prostaglandine possono essere sintetizzate da due enzimi presenti nei vasi sanguigni del cervello, prima che si spostino all’ipotalamo, dove si trova il ‘termostato’ del nostro corpo.
In questo nuovo studio i test sono stati condotti su topi privi degli enzimi COX-2 e mPGES-1 nei vasi sanguigni cerebrali. Una volta infettati gli animali con tossine batteriche, i ricercatori hanno visto che la febbre non compariva, mentre gli altri sintomi dell’infiammazione sì. Ciò dimostrerebbe che le prostaglandine responsabili della febbre si formano nella barriera sangue-cervello e da nessun’altra parte.

Veniamo a cosa può insegnarci la storia della febbre nel  corpo umano, applicata ad altri campi.

Primo. Alcuni epifenomeni non è detto siano le cause di un problema; troppo spesso siamo portati a confondere i sintomi-effetti con le cause e i motivi.

Secondo. Il sintomo è di per se stesso una spia e, prima di qualcosa di fastidioso, una spia alleata, come il cicalino degli anabbaglianti accesi con l’auto da ferma, per rivelare che qualcosa non funziona per il verso giusto.

Terzo. Un sintomo di solito non si presenta mai isolato ma si manifestano un complesso di sintomi ed alcuni di questi oltre ad essere tali possono, seppur dolorosi, costituire anche l’avvio di una risposta in vista di una guarigione.

Quarto e, forse, il più importante. Il luogo dove si generano, in maniera determinante, i fattori sintomatici non corrisponde né al luogo dove risiede la causa originaria ma nemmeno dove si prendono le decisioni relative alla risposta più efficace. Sicuramente è però un posto che val la pena non sottovalutare per comprendere tanto le cause quanto gli effetti prodotti.

Sono i cosiddetti “luoghi frontiera”, dove si formano grumi ed aree crisi. E’ da queste aree che può nascere una presa di coscienza, una prima risposta alle vere cause.

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