Notizie per l’estate 2. La vendetta.

23 luglio 2014 - Leggerezze

Dopo che la Concordia è partita dal Giglio, Conte si è dimesso da allenatore Juve e nel giro di 24 ore è stato sciolto il nodo del sostituto e il voto per le riforme istituzionali sembra sia slittato a Settembre i media sembrano non sapere più di cosa scrivere e quindi sono tentati di riprendere il filo del consueto battage delle notizie tipicamente estive (in stile gossip, ombrellone, sole e mare).

Già avevo avuto modo di rendere noto questo interessante dilemma (link) dibattuto sui siti e dagli addetti ai lavori della seduzione e dell’eros per la buona stagione: rasata o cespuglio ? Un quesito che ha appassionato anche i miei lettori viste le visite che avete riservato alla notizia.

Ora è il turno di questo scoop che sicuramente avrà il pregio di far discutere in famiglia, grandi e piccini e le generazioni tra di loro: si può fare il bagno dopo mangiato ?

Tgcom 24 nella sua inchiesta (link) a tinte forti mette in campo, niente di meno,  che il parere del pediatra Alberto Ferrando, che è anche istruttore di rianimazione cardiopolmonare. Vi ricordate quando la vostra mamma e il vostro papà vi sgridavano non appena mettevate mezzo piede in acqua subito dopo la colazione o il pranzo, che bisognava aspettare perlomeno quattro ore, e voi mogi tornavate a giocare sotto l’ombrellone ?

Niente di più infondato secondo la testata Mediaset che titola in modo inequivoco: “Sì al bagno dopo mangiato“. Roba da darvi gli argomenti per tornare dai vostri genitori e saldare il conto chiedendo i danni materiali e morali per tutte le incazzature che vi hanno fatto prendere e la noia, nel periodo delle vacanze per di più, che vi hanno fatto subire.

Se uno ha poi la pazienza di andare oltre il titolo il luminare afferma: “La cosa più importante è che l’immersione in acqua sia graduale. “; ma  dà il meglio di sé  quando ammette che, al netto di pranzi pantagruelici,  se l’immersione non avvenisse gradualmente “Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua.”. Ah ecco ! Ora siamo tutti più rassicurati, non rischiamo niente di più che lo svenimento da crisi vagale. Che detto in termini meno criptici, poi, vuol dire: “ un problema nella funzionalità del nervo vago che provoca una riduzione della frequenza cardiaca e un ca­lo di pressione (pressione bassa)” idonea a provocare “una sincope, ov­vero una perdita improvvisa e transitoria della coscienza con l’ impossibilità di rimanere in piedi.”

Bene ! Quindi se dopo aver mangiato, anche poco, non facciamo immergere i bambini prima bagnandoci le punta delle dita dei piedi, poi quelle delle mani, poi la punta del naso e le orecchie per poi passare dopo mezz’ora al resto degli arti rischiamo, una volta in acqua, di svenire e quindi non riuscire più a nuotare.

Uno scoop fondato sul nulla, quello che ci propone il Tgcon 24, insomma.

Ma il bello deve ancora venire. Tra le otto cause principali di annegamento in acqua l’esperto annovera:

– “il non aver imparato a nuotare”, dimostrando col sillogismo un’acuta presenza in ordine all’indagine sul nesso causa-effetto;

– per i minori: “La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina” eLa mancanza di supervisione costante sui bambini nei luoghi a rischio”:  della serie se i genitori in spiaggia o a bordo della vasca di una piscina si fanno i cazzi loro e non c’è il bagnino nei paraggi e i pargoli inavvertitamente cadono o finiscono in acqua, senza saper nuotare (vedi sopra), c’è una buona probabilità che ci rimettano la pelle.

E ci voleva un esperto per dirci tutto ciò ?

Materiale per il comico romano, Maurizio Battista.

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