Banalità psicologiche a distanza.

30 giugno 2014 - Old

Non mi preoccuperei di test psicologici fatti a distanza ma degli esiti scontati e banali  a cui sono pervenuti; anche le polemiche che ne sono seguite fanno parte del canovaccio delle contumelie ordinariamente rivolte al social di Zuckerberg.

Della serie: banalità psicologiche a distanza. (link).

 

 

 

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  • Sally Louise Williams

    Nell’articolo “Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks“ (http://www.pnas.org/content/111/24/8788.full) Kramer et al. hanno presentato un esperimento pianificato su 689.003 soggetti pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS).
    Il primo autore è membro del Core Data Science Team di Facebook, gli altri autori erano affiliati alla Cornell University all’epoca dello studio.
    Tutti gli studi di ricerca in cui sono coinvolti esseri umani dovrebbero seguire regole ben precise, dettate da codici di etica (e.g. Codice di Norimberga, Belmont Report, Dichiarazione di Helsinki), da normative internazionali, da direttive europee trasposte nella legislazione dei paesi membri.
    Pare che lo studio sia sprovvisto dell’approvazione di un Institutional Review Board (IRB), l’equivalente del Comitato Etico in Italia, che dovrebbe essere ottenuta prima di iniziare lo studio. L’IRB ha la funzione primaria di proteggere la sicurezza, i diritti ed il benessere dei partecipanti allo studio. L’approvazione di un IRB è considerata condizione essenziale affinché uno studio su esseri umani possa essere preso in considerazione da riviste scientifiche per una eventuale pubblicazione.

    In questo studio non è stato richiesto il consenso ai partecipanti. Questo fatto è molto grave.
    Il “consenso informato” non è una semplice firma (ottenuta per l’apertura di un account su Facebook).
    La firma rappresenta il sigillo conclusivo di un “processo” che prevede una serie di step. Innanzitutto il potenziale partecipante deve essere informato in maniera dettagliata sul disegno e sull’obiettivo dello studio, deve sapere in che cosa consiste la sua partecipazione, deve conoscere eventuali rischi e benefici, deve avere tempo per decidere, non subire costrizioni di alcun genere ed avere la possibilità di scegliere liberamente se partecipare oppure no prendendo una decisione in modo autonomo.
    Ogni singolo studio prevede una informativa per i soggetti e la firma del soggetto documenta la sua decisione di partecipare a quello studio specifico.
    Indipendentemente dal valore scientifico, in questo studio é stato violato un principio etico fondamentale: il rispetto per le persone e per la loro autonomia.
    Ed inoltre, a mio parere, questo studio ha creato un pericolosissimo precedente.

    Sally Louise Williams