Le scuse dopo 30 anni…

29 giugno 2014 - Opinioni avanzate.

Trenta anni fa frequentavo la 3° media alla Cocco Ortu; abitavo in una periferia romana e di là a poco io e mio fratello saremmo stati, nostro malgrado, protagonisti di un episodio balzato alla cronache nazionali: il sequestro di un’intera classe di alunni e l’omicidio di un bidello da parte di uno squilibrato entrato nella Scuola armato.

Trenta anni fa mia madre era ancora in vita. Non si era nemmeno ammalata di Morbo di Parkinson, perlomeno i sintomi si sarebbero manifestati solo nel 1990. Trenta anni sono un percorso di vita intero.

Avrei, poi, infatti  frequentato le scuole superiori, compiuto gli studi universitari, i miei primi 15 anni di lavoro.

All’inizio di quel trentennio, del trentennio che mi ha portato fino a qui, il Procuratore Marmo si esprimeva così sull’imputato Tortora: “Sapete perché Tortora è in questo processo? Perché più si cercava la sua innocenza più uscivano le prove della sua colpevolezza“.

Oggi, invece, con un completo dietro front, si scusa. “Su Enzo Tortora mi feci prendere dalla foga“.

Ecco; può darsi che il Procuratore abbia “subito” un ergastolo della riflessione, abbia rieducato il suo pensiero nei tempi lunghi, di quelli che spetterebbero ad un omicida nella sua prigione.

Meglio tardi che mai, dunque ?

Certo; ma le sue scuse sono comunque irricevibili, non solo secondo la famiglia, perché egli non le accompagna  con una riflessione sullo stato comatoso e sulla necessità di riforme della Giustiza italiana.

 Tortora

 

 

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  • kalogero

    Piena condivisione. Per rispettare la memoria Tortora dovremmo, come dici, riflettere sulle sue scelte di uomo che ha conosciuto e combattuto la sofferenza e la calunnia.

  • kalogero

    pardon: la memoria di Tortora…