La verità (è che ci sono brani musicali che sono…)

30 gennaio 2017 - Leggerezze

Ci sono testi, brani musicali, poesie che hanno il pregio di condensare, meglio includere, un momento, un periodo dell’esistenza di un individuo. Pochissimi, però, sono quelli che partendo da un’esistenza distillano anche quello che un periodo storico-sociale è capace di fare, di provocare sul percorso di un’artista, di un cercatore, di qualcuno che non dà nulla per scontato. Questi tentato di dire la loro verità. E’ quello, di positivo, che riesce a fare, il disco appena uscito di Brunori Sas.

“Te ne sei accorto sì,
che parti per scalare le montagne
e poi ti fermi al primo ristorante
e non ci pensi più.

Te ne sei accorto sì,
che tutto questo rischio calcolato
toglie il sapore pure al cioccolato
e non ti basta più.

Ma l’hai capito che non serve a niente
mostrarti sorridente
agli occhi della gente

e che il dolore serve
proprio come serve la felicità.

Te ne sei accorto sì,
che passi tutto il giorno a disegnare
quella barchetta ferma in mezzo al mare
e non ti butti mai.

Te ne sei accorto no,
che non c’hai più le palle per rischiare
di diventare quello che ti pare
e non ci credi più.

Ma l’hai capito che non ti serve a niente

sembrare intelligente
agli occhio della gente
e che morire serve
anche a rinascere.

La verità
è che ti fa paura l’idea di scomparire,
l’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà
finire.

La verità
è che non vuoi cambiare,
che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
a cui non credi neanche più.

La verità
è che ti fa paura
l’idea di scomparire,
l’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà
morire.

La verità
è che non vuoi cambiare,
che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
a cui non credi neanche più.”

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